Denominazione

  • Festa della Madonna di Loreto

Geolocalizzazione

Capracotta (IS)

Percorso

Processione dell’icona dalla Cappella/Santuario di Santa Maria di Loreto al Centro storico di Capracotta. Entrata nella Parrocchia di Santa Maria in Cielo Assunta e ritorno al Santuario.

Descrizione

Il cerimoniale si articola su tre giorni – 7, 8 e 9 settembre – durante i quali l’icona della Madonna di Loreto si sposta avanti ed indietro dall’area limitrofa al centro abitato della cittadina montana di Capracotta, dove è sita la Cappella omonima, e giunge verso il centro abitato, in cui è situata la chiesa madre dell’Assunta, attraversando un percorso che copre le principali strade e luoghi simbolici del centro abitato. Questo primo percorso avviene durante la notte dell’8 settembre, precisamente la vigilia del 7 settembre. È un tragitto particolarmente ricco di pathos, incrementato dalla presenza delle fiaccole al buio, dunque una processione notturna. Tra gli aspetti significativi del percorso assume rilevanza la presenza femminile nelle fasi preparatorie e nella deambulazione dell’icona sacra; la vestizione della Madonna avviene a porte chiuse per opera di un gruppo stabile di donne, le quali trattano l’icona come un corpo femminile, meritevole di particolare attenzione e rispetto. Ad esempio, invitano gli uomini ad allontanarsi nel momento in cui danno avvio all’attività di preparazione dell’icona sacra, quasi a voler proteggere la privatezza della corporeità, seppur iconografica, della santissima Vergine. In contemporanea, nell’accompagnamento della statua della Madonna di Loreto durante il suo percorso si alternano gruppi di uomini e gruppi di donne nel portare l’icona in spalla. Inoltre, non ci sono gruppi di portatori misti, ossia donne con uomini, ma solo gruppi interamente femminili e gruppi interamente maschili; la differenza della compagnia femminile consiste nel trasportare l’immagine per un lasso di tempo leggermente inferiore rispetto a quella della compagine maschile.

La processione si sviluppa in maniera ordinata tra le fiaccole, il percorso va dalla chiesa esterna dedicata alla Madonna di Loreto (luogo di partenza delle transumanze, non a caso posto in cima al monte per permettere il più agevole avvistamento dal punto di vista delle donne del rientro dei loro uomini dalla transumanza e, più in generale, luogo di avvistamento per l’intera comunità legato all’idea mistica di ascesa da un’area più elevata, come la montagna, dal resto del centro abitato) in cui è conservata l’icona, da cui ci si trasferisce attraversando un breve tratto periurbano e poi un tratto più cospicuo, interno all’area abitata, che equivale al luogo in cui è ubicata la chiesa madre dedicata all’Assunta in Cielo; la processione si sposta poi verso altri luoghi emblematici della comunità, giungendo infine nella Chiesa madre del paese – Santa Maria in Cielo Assunta – dove l’icona della Madonna viene posta per essere visitata e pregata da tutta la popolazione.

Il giorno successivo, 8 settembre, è il vero giorno della festa, che si svolge in un clima di grande effervescenza adornato da numerose bancarelle. Le case, per l’occasione, vengono riaperte e abbellite con l’esposizione delle coperte migliori, si adornano le finestre con delle candele per la notte. La mattina, in un clima estremamente festivo, si procede alla celebrazione della passeggiata in onore della Madonna, con i cosiddetti cavalli bardati.

La processione è molto articolata, comincia all’alba nelle stalle e nelle aree di campagna di numerose famiglie da cui vengono prelevati i cavalli, che vengono quindi strigliati, lavati, sistemati e, appunto, vestiti.

Infine il 9 settembre, in piazza Falconi, centro storico di Capracotta, si svolge la grande cerimonia finale. L’appuntamento è nella piazza principale del paese, nella quale tutti i cavalli vengono assembrati insieme a quelli delle due società operaie e dell’altra confraternita, che guideranno il corteo.

Un primo aspetto rilevante della processione è la vestizione dei cavalli, che riconduce ad un universo operoso della cittadina legato alla sartoria connessa al commercio delle lane e poi evoluta in altre forme di sartoria più diffusa. Per questa ragione, molti sarti di Capracotta si trasferirono, negli anni Cinquanta e Sessanta a Roma, diventando in alcuni casi anche nomi della sartoria d’eccezione della capitale, ma soprattutto diffusero in Molise un tipo di sartoria importante, che trovava la sua forma di affermazione nel riuso di scarti, scampoli, piccoli ceselli ricamati delle coperte che venivano poi apposte e legate attraverso nastri ai corpi dei cavalli per abbellirli, come delle palandrane; decorazioni volte a rendere l’animale degno di sfilare in processione ed inchinarsi dinanzi la Madonna.

Al tempo stesso, un ulteriore aspetto rilevante della processione è la sinergia molto forte tra la dimensione sacrale e la dimensione più specificamente laica. Da un lato, le icone sacre, la presenza del sacerdote e l’apertura del corteo rinviano ad un carattere religioso; l’apertura è inaugurata dalla presenza dell’icona della Vergine. Dall’altro canto, accompagnano il corteo e in alcuni casi lo precedono le donne, che portano le bande su cui possono essere apposte le offerte in denaro di coloro che vogliono mostrare la loro devozione nei confronti della Madonna di Loreto, e il banditore che, portando un cuscino rosso in processione accanto all’icona, raccoglie invece ex voto, doni, gioielli, piccoli oggetti, segnalati puntualmente con il nome della famiglia donatrice.

È dunque, presente anche un aspetto commerciale che ha come fine l’accrescimento del tesoro della Madonna, gli aiuti alle spese della parrocchia che se ne fa carico, ma che è anche un aspetto molto legato alla costruzione dell’immagine del devoto, dato che l’offerta è fatta pubblicamente. L’altra dimensione interessante è l’intreccio tra pubblico e privato, laico e religioso: la processione viene inaugurata con i cavalli bardati della società operaia e della società degli artigiani, ossia due ordini professionali che rappresentano altrettante categorie professionali in una logica legata alla corporazione e non alle confraternite religiose. Le figure dei cavalli e cavalieri legate alle società avviano un corteo essenzialmente famigliare che riafferma un principio molto forte nei sistemi cerimoniali molisani e non solo, che connette la base rituale a quella familiare, in quanto i cavalli appartengono alle famiglie partecipanti.

I festeggiamenti si concludono con l’Atto di consacrazione alla Madonna, recitato da tutto il popolo capracottese, prima di riportare la statua nella sua sede originaria, il 9 settembre in piazza Falconi.

Notizie aggiuntive

Il culto della Madonna di Loreto a Capracotta, e la presenza della relativa Cappella Madonna di Loreto, si trova già in documenti della Dogana della Mena delle pecore di Foggia nel 1600 e viene annotata come il maggiore proprietario di pecore dell’area. La Chiesetta, piccola e rozza, fu interamente ricostruita ed ampliata nel 1622 ed è presumibile che sia stata edificata originariamente tra il 1400 e il 1500. La sua posizione non è casuale: al cuore dei tracciati di transumanza che da Capracotta si muovevano verso le piane pugliesi dove venivano condotti gli animali per la transumanza).

La speciale processione dell’icona della Madonna per le vie del paese ebbe origine nel 1754/55 quando, in occasione di un inverno e di una primavera particolarmente rigidi e siccitosi, la popolazione locale era ridotta a una condizione di grande sofferenza e molti animali erano morti…

Cronologia

Il culto per la Madonna di Loreto è documentato a Capracotta dal 1600.

La processione si svolge ogni 3 anni tra il 7 e il 9 Settembre.

Ulteriori informazioni

La comunità della festa è composta anzitutto dai fedeli, in particolar modo le donne che curano la vestizione della statua e si occupano, assieme agli uomini, di portarla in processione. Le confraternite e le società operaie hanno un ruolo importante nell’organizzazione della festa. 

Inoltre, partecipa a pieno titolo alla festa la comunità allargata degli emigranti originari di Capracotta, che si sono stabiliti negli USA, in Canada, in America Latina e Nord-Europa, oltre che gli emigranti interni al territorio italiano, che a maggior ragione si recano ogni tre anni con regolarità nella località montana.

La trasmissione dell’elemento avviene in maniera informale in famiglia e all’interno delle confraternite.

La salvaguardia del cerimoniale e della processione è legata da un lato al mantenimento della memoria delle antiche pratiche di transumanza, così come all’allevamento e cura dei cavalli da parte di un certo numero di famiglie locali. Al tempo stesso un elemento di continuità è legato alla presenza e ritorno regolare in occasione della processione delle famiglie migranti di seconda, ma più spesso di terza e talora quarta generazione. 

Anche i saperi sartoriali, connessi alla storica attività di tessitura della lana legata a sua volta alle pratiche di allevamento estensivo, sono parte delle pratiche connesse al cerimoniale che meritano di essere puntualmente documentati e salvaguardati.

La ripetizione triennale della festa / processione è strettamente legata alla presenza e possibilità di viaggiare dei migranti più lontani e rinvia all’attenzione che da sempre la comunità di Capracotta conferisce al cerimoniale, cercando di rendere ogni occasione di ripetizione dello stesso molto partecipata da tutte le componenti storiche della cittadinanza.

La manifestazione ha una cadenza triennale; questo elemento, che non richiede una presenza continuata in paese, contribuisce a mantenere la pratica vitale e a consentire una  partecipazione assidua delle comunità della diaspora.

Soggetti coinvolti

Gruppi di donne
Gruppi di portatori e portatici
Municipalità di Capracotta
Confraternite
Società operaie
Sarti

Elementi strutturali

  • Vestizione della statua della Madonna

  • Processione notturna

  • Passeggiata mattutina

  • Bardatura dei cavalli

  • Atto di consacrazione alla Madonna

  • Processione con cavalli bardati

  • Rientro dell’icona 

Tag

Ambiti UNESCO

  • Riti e Pratiche Sociali

  • Saperi e Tecniche Artigianali

Categoria del bene

  • Festa-Cerimonia

  • Rappresentazione-Spettacolo

  • Saperi-Tecniche

Photo Gallery

  1. Gioielli, Madonne, santi e pastori. Culti e feste lungo i tratturi del Molise, Palladino, Campobasso 2000
  2. Campanelli, Il Territorio di Capracotta, Società Tipografica Antoniana, Ferentino, 1931

D. Di Nucci, Capracotta. Registro-Libro delle Memorie: 900 anni di storia dal 1040 (1011) al 1943, Amici di Capracotta, PressUp, 2020

Letizia Bindi