Denominazione

  • Il pagliaio (denominazione ufficiale)

  • R puogliar d’ maj (denominazione della comunità locale)

Geolocalizzazione

Colle D'Anchise (CB)

Percorso

Il rito è caratterizzato da un corteo che attraversa l’intero paese. Il Pagliaio, benedetto nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, attraversa il centro del paese: parte da via Salita la Chiesa per arrivare a Piazza Europa dove si svolge uno spettacolo folkloristico. Prosegue in direzione Salita San Sisto, Campo di Maggio, Campo Aperto e successivamente si dirige nelle contrade: Fonte dei Ceci, Macchia, Rua, Fonte a Ballo, Costa Casale, Colle Sciarriello e Parco.

Descrizione

Il cerimoniale R puogliar d’ maj (il Pagliaio di maggio) si svolge ogni anno la prima domenica di maggio a Colle d’Anchise.Il Pagliaio, un’installazione a forma di cono, ricoperta di fiori, è portato in corteo per le strade del paese come buon auspicio di prosperità per tutta la natura: uomini, animali e vegetali. Una persona giovane e robusta (il portatore) s’inserisce al suo interno e permette all’intera istallazione di ballare e cantare.

Attualmente il cono è composto da uno scheletro in rete metallica, nel passato invece era fatto di pali di canna opportunamente legati. Nella rete vengono confezionati a mazzetti vari fiori freschi, raccolti nelle campagne circostanti; i mazzetti rendono omogena la copertura e compongono la scritta “W Maj” (Viva Maggio), accompagnata dal numero dell’anno in cui si svolge il cerimoniale. L’installazione prevede una piccola finestra che consente al suo portatore di guardare all’esterno, ma è mimetizzata dai fiori, in modo che la persona al suo interno sia nascosta; anche i piedi del portatore vengono abilmente nascosti dalla composizione floreale.

In cima al Pagliaio è presente una croce, che in passato era formata con canne e oggi invece è un tubo di lega leggera sul quale vengono tessute le simbologie augurali della primavera: dei rami di fico con il frutto, la cui simbologia è connessa alla fertilità della donna e al latte materno, con l’auspicio che quest’ultimo possa essere abbondante; il grano come augurio della prosperità; il giglio a protezione dei figli; la rosa a protezione della donna e della famiglia intera.

L’intero cerimoniale viene mantenuto in vita grazie al Gruppo Folkloristico di Colle d’Anchise che si dedica all’organizzazione del cerimoniale da circa vent’anni, in collaborazione con la parrocchia e l’amministrazione comunale.

Il “cono floreale”, dopo la messa e la benedizione in Chiesa, percorre le strade del paese accompagnato dal gruppo folkloristico che esegue il brano tradizionale del Maggio e, ballando, allieta l’intera comunità.

Il gruppo è formato da circa cento persone, dai più piccoli (i bambini a partire dia due anni) ai più grandi; i partecipanti indossano un costume tipico che viene usato anche per altre manifestazioni.

Gli strumenti caratteristici che accompagnano la festa sono l’organetto, la fisarmonica e i tamburelli. In alcune occasioni c’è stato anche l’accompagnamento del bufù (il tamburo a frizione in uso nei territori molisani).

I bambini, anch’essi in costumi tipici, interpretano il cosiddetto “ballo del matterello”, una danza di tradizione contadina; tra gli strumenti che accompagnano questa danza c’è anche la “tina” (la tinie), un recipiente in rame che in passato serviva a prendere l’acqua dal pozzo o dal vicino fiume Biferno, oppure per travasare il vino, e che oggi sfila in corteo a simboleggiare la tradizione contadina.

La sosta nella piazza principale del paese dura circa un’ora e mezza. Successivamente il corteo, a cui si aggiungono man mano le persone, attraversa tutto il paese; al suo passaggio, di casa in casa, vengono offerti cibo e bevande ai partecipanti; i paesani preparano un ricco buffet per omaggiare il Pagliaio.

L’ultima tappa prevede, con il supporto di un mezzo agricolo, lo spostamento dell’installazione nelle contrade dove i festeggiamenti proseguono fino a tarda serata.

Il cono floreale al termine del cerimoniale viene riposto a casa dei suoi organizzatori, in questo modo si aspetta che i fiori siano secchi per poi pulirlo e sistemarlo per l’anno successivo.

Notizie aggiuntive

Il significato del cerimoniale è altamente simbolico: alcune settimane prima inizia la ricerca dei fiori che annuncia la preparazione del Pagliaio. Gli organizzatori il giorno prima si recano nei campi per poter raccogliere fiori di ogni tipo; dalla qualità e quantità del raccolto si contraddistinguerà la lavorazione e la bellezza del Pagliaio….

 

Cronologia

Il rito è praticato dal 1840 anno di costituzione del Comune di Colle d’Anchise.

Si svolge la prima domenica di maggio di ogni anno.

Ulteriori informazioni

Solo a partire dal 2000 è iniziata la tradizione di scrivere l’anno in corso con i fiori.

Negli anni ‘70 la tradizione del pagliaio suscitò la ricostituzione dei costumi e l’aggregazione di un gruppo folcloristico spontaneo. Il gruppo confluì nella Proloco.

Nel 1976 il Pagliaio venne portato in piazza con sette coppie e il promotore della festa di San Nicola chiese di arricchire la festività con dei canti tradizionali. In quell’anno con la stipula di uno statuto si diede vita al primo gruppo folkloristico del paese denominato “Re ziùmbe-ziumbìtte”.

La denominazione fu data dai versi iniziali di una filastrocca locale.

 

Canzone presente nel testo di De Socio (2017):

ANTICO CANTO POPOLARE

A chi nc crede ca màj ié m’nùte

ch iesca fore e r vue’ d v’stute:

che c n venga maj ca Di t da r buon’ann,

che c n venga…

Maj mi, abballa, rir’e zomba

ca decch ciabb’ scuame la palomma

che c n venga mai…

Iè m’nute maj ch na bella rosa

e Dì t uarda la tua cara sposa

ch c n venga…

Iè m’netu maj ch n buell gigl

E Dì t uarda r tuoi ca’r figl

ch c n venga…

Patròna mìtte ma’n a r prusutt

E s n ntié cutiell dacc’ruo tutt

ch c n venga…

Patrone mì va sott a la cantinie

E s n ntiè v’cale porta’t la tinie

ch c n venga…

Patrone mitt man’a a r vurzill

E nt fa d’le r duite p’cc’rill

ch c n venga…

E maj mì, vattenn mure, mure

E fa na r’v’renza a st s’gnure

che c n venga…

TRADUZIONE:

A chi non crede che maggio sia arrivato

esca fuori e lo vede vestito

che venga maggio che Dio ti dia il buon anno

che venga..

Maggio mio, balla, ride e salta

che qui prendiamo un’offerta

che venga..

E’ venuto maggio con una bella rosa

che Dio protegga la tua cara sposa

che  venga..

E’ venuto maggio con un bel giglio

che Dio protegga i tuoi cari figli

che venga..

Patrone metti mano al prosciutto

se non hai il coltello regalacelo tutto

che venga..

Patrone mia vai sotto in cantina

se non hai il boccale

portaci tutta la tina

che venga..

Patroea metti mano al portafoglio

e non essere avaro

che venga..

Maggio mio, vai via muro muro

e fai l’inchino a questi signori

che venga..

L’intero paese s’identifica con questo cerimoniale; il percorso attraversa sia il centro abitato che le contrade, coinvolgendo fattivamente tutti gli abitanti in segno propiziatorio e di abbondanza. L’aspetto simbolico è dunque molto forte perché fa sentire gli abitanti protagonisti della ritualità, rafforzando così il legame con il proprio territorio d’origine.

I banchetti con il cibo preparati dagli abitanti indicano che forte è il senso di festa: il Pagliaio è rimasto l’unico grande evento del paese che attira in quel giorno tante persone, anche dalle regioni limitrofe.

L’organizzazione del cerimoniale viene sostenuta dall’intera comunità attraverso una questua organizzata dal Comitato feste qualche settimana prima del cerimoniale; anche il comune contribuisce economicamente all’organizzazione. 

Per gli abitanti il cerimoniale si chiama “San Giovanni”, per i pellegrini dei paesi vicini si chiama “San Giovanni di Spinete”: una testimonianza della particolare connotazione della loro devozione.

Anche la comunità di Gallo Matese è molto legata al culto del santo, questo è dimostrato dalla venerazione che negli anni precedenti veniva fatta a piedi, passando nel bosco sin dalle prime luci dell’alba. Oggi la stessa viene fatta con i pullman organizzati ad hoc o in maniera autonoma con le autovetture.

La trasmissione avviene in maniera informale di generazione in generazione.

La comunità cerca di salvaguardare la tradizione con un forte coinvolgimento dei giovani e dei bambini. All’interno del gruppo folcloristico c’è una grande presenza di bambini che ballano e cantano e questo dimostra che il cerimoniale viene trasmesso alle nuove generazioni e non c’è rischio di perdita della tradizione.

Un aspetto di rischio che riguarda la pratica è che nascendo come rito contadino e pagano diventi un rito religioso.

Soggetti coinvolti

Gruppo Folkloristico di Colle d’Anchise, Via Campo Aperto, 18 – Colle d’Anchise (CB)
Contatti: 0874 786131, colle.danchise@tiscali.it. info@comunecolledanchise.it

Elementi strutturali

  • Corteo cerimoniale

  • Banchetto

  • Danza

  • Musica

  • Istallazione floreale

  • Celebrazione Eucaristica

Tag

Ambiti UNESCO

  • Espressioni Orali

  • Arti e Spettacolo

  • Riti e Pratiche Sociali

  • Saperi e Tecniche Artigianali

Categoria del bene

  • Festa-Cerimonia

  • Musica vocale-strumentale

  • Norme consuetudinarie

  • Rappresentazione-spettacolo

  • Riti e pratiche sociali

Photo Gallery

Video Gallery

Audio Gallery

La documentazione audio del seguente cerimoniale è presente nel seguente link.

Bronzini G. B., Rito e letteratura dei maggi, in “Lares”, XLVIII, 3, 1982, pp. 315-359.

Carpitella D., Sulla musica popolare molisana, in “La Lapa”, III, 1/2, 1955, pp. 21-23.

Cirese A.M., Saggi sulla cultura meridionale I. Gli studi di tradizioni popolari nel Molise. Profilo storico e saggio di bibliografia, Roma, De Luca, 1955.

Cirese A. M., La Pagliara del primo maggio nei paesi slavo-molisani, “Slovenski Etnograf”, VIII, 1955, pp. 207-224.

Cirese A. M., La Pagliara maie maie, “La Lapa”, III, 1/2, pp. 33-36 (in ristampa anastatica Isernia, Marinelli, 1991, pp. 173-176).

De Socio F., Canti Popolari a Colle d’Anchise, Derveni Investments Editore, RO, 2017.

Lombardi V., I riti di maggio in Molise fra tradizione e contemporaneità, Il Bene Comune, IX, 5, 2009, pp. 1-9.

Antonella Golino con la partecipazione di Carmine Lucarelli e Carmina Lucarelli